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mercoledì 5 marzo 2014

Quel che non paga.


Questa vuole essere una riflessione, forse un po' "mugugnona", proprio in stile genovese,  su una città (la mia città) che amo dal profondo del cuore. Vuole forse essere un appunto per le amministrazioni future, per far si che non ripetano gli errori del passato.

Questa è una città che sottovaluta le proprie bellezze artistiche, che non da modo di conoscere e portare nel mondo le proprie ricchezze artistiche, archeologiche e storiche.

Le varie amministrazioni che si sono susseguite negli anni hanno dato modo di far conoscere al mondo la propria ignoranza nel campo storico-artistico-culturale.
In questo periodo mi sto occupando (studiandoli, cercando di riportarli alla memoria) di vari personaggi che hanno fatto la storia della mia città. Di certo non parlerò né di Colombo né di Grillo.

Ebbene qui si tende a portare il turista al Porto Antico, all'Acquario (magari giustamente) si tende a portare il turista a vedere la casa di Colombo (non commento) ma guai a far varcare al passo, forse troppo stanco del turista, l'interno delle Mura del Barbarossa, mai far notare le iscrizioni sui due lati di porta Superana (Soprana), nessuno poi ha mai portato il turista su per la Còglia che costeggia le antiche mura.

Guai a far notare che proprio sotto il ponte di Carignano, dove ora non vi sono altro che incuria, degrado e orribili costruzioni adibite ad uffici pubblici, vi fu fino al 1977 l'antico abitato di via Madre di Dio, dove nacque uno dei tanti Grandi che fecero la storia di questa città.

Vico della Gattamora, Vico dei Lanaiuoli (chiamato così perché abitato dai tessitori provenienti dalla Fontanabuona) e appunto, via madre di Dio che prendeva il nome da un antico convento costruito nel 1680.
Ebbene, queste vie, questi vicoli non esistono più.

In vico del Colle della Gattamora nacque il maestro Paganini. Questa città che tanto si vanta di avere il suo "Cannone", non ha un punto di riferimento per i turisti, che appunto, riporti al Maestro.

Viene da se che una città che da i natali ad un grande personaggio ne adibisca a  museo-monumento la casa natale, facendone fiore all'occhiello, ricavandone, parlando in lingua genovese "Dinè".

Ma la città che ha fatto? L'amministrazione "che fu", in quel tempo, che fece?

Usò il piccone.

Negli anni '70 Genova, come quasi ogni altra città, subì una trasformazione radicale distruttiva che privò le future generazioni dei segni distintivi quali la meravigliosa edicola posta sulla facciata principale, con relativa targa, del palazzo dove nacque il maestro Paganini.

Proprio poco tempo fa, per l'esattezza una quindicina di giorni fa, un grande del violino appena arrivato a Genova chiese di visitare la tomba di Niccolò Paganini. Gli risposero che la tomba si trova a Parma. Chiese allora di poter visitare la casa natale del grande genio. Nello scoprire che la casa fu distrutta alla  fine degli anni '70 rimase incredulo.

Altro esempio la "Colonna Infame" in piazza Vachero*, vicino a via Del Campo, altro punto fermo per molti amanti della musica, punto fermo, per chi, come me, ama un altro genio, un altro poeta, un altro Genovese, Fabrizio De Andrè. La Colonna Infame, dicevamo, poco visitata e poco conosciuta, fu demolita per poter utilizzare lo spiazzo come parcheggio.

Purtroppo il turismo fatto di sguardi fugaci ad opere e monumenti "da cartolina" quindi un turismo standard, preimpostato, priva il turista del piacere di penetrare nel cuore antico e pulsante della città vecchia, i Vicoli.

Quartieri troppo bui? Malfamati? Sporchi? Degradati? Mah. Nulla di tutto questo.

Come dico sempre Genova, che fu Superba, è sempre stata una terra dai mille colori dalle mille lingue e culture. Genova, che mai ha perso la propria identità pur contenendone mille e mille altre ancora.

Questa non vuole essere una nota polemica. Voglio dire solo che Genova, deve essere anche l'Acquario, anche il Porto Antico (ma quanti turisti si fermano davanti alle mura dell'antico porto, quello vero, conservato all'interno di un atrio adibito a teca, proprio al Porto Antico?)

Come dicevo, Genova è si anche questo ma, è soprattutto "Vicoli".

Un dedalo di vie, unite tra loro, quasi a voler far perdere come un "italico" labirinto di Cnosso. Vicoli, alcuni larghi, altri stretti ed angusti ma che portano sempre in una piccola piazzetta che lascia stupefatto il viandante.

Gli antichi genovesi costruivano nello stretto, nell'impervio, basti pensare al Lucus di via Luccoli.
Gli antichi genovesi mai si sarebbero sognati di gettare alle polveri un quartiere come quello di via Madre di Dio, storico e caratteristico, per costruirvi...che cosa? Dei giardini (di plastica) ed il "centro dei liguri" (volutamente in minuscolo).

Non voglio rubare le parole al ben famoso Crozza, ma noi Genovesi abbiamo inventato quasi tutto. 
Dei Genovesi in pochi parlano. Genova è ben poco conosciuta.

Spero, vivamente, che l'odierna amministrazione cerchi di rivalutare il patrimonio storico-artistico-culturale di una delle città più belle d'Italia. Cominciando a portare il Turista anche nei vicoli meno conosciuti. I vicoli che hanno fatto la storia della Superba.


Ringraziamenti:

Ringrazio Il Bardo. Per l'aiuto e l'ispirazione.

Ringrazio la Mia Città. 
Purtroppo non capita, ma ancora, nonostante tutto, Superba.


Fonte:
Foto, dal Web.

*Qui per saperne di più sulla poco conosciuta "Colonna Infame"

http://symphytumtradizioniliguria.blogspot.it/2014/01/carlo-emanuele-i-giulio-cesare-vachero.html






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